Nel momento in cui sto rifiatando, dopo tre anni di lunghe tappe di un percorso di vita, che sembra arrivato alla fine di un nuovo inizio mi trovo di nuovo qui. Anni di apprendimento alla sottile arte del disimparare al conformarsi delle visioni comuni. Cosa quanto mai impervia ed irta di ostacoli e trabocchetti di varia natura umana, con il competere e la competizione che sembrano diventati uno dei tratti più distinguibili dell’agire umano. Pensando all’inutilità del tempo perso ad arrovellarsi sulla natura di alcuni comportamenti collettivi del gregge. Niente di tutto ciò, non ho mai voluto far parte del gregge di pensiero, ho frequentato sia la parrocchia che il partito come si diceva una volta, con certi valori anche positivi e chiusure mentali tipiche della cultura cattolico-comunista italiana, e non ci si deve sorprendere neanche più di tanto se siamo in questa situazione. Ma la cosa che in questi anni mi ha aiutato posso dire adesso, con più cognizione di causa, è l’esser stato “stare libero” e fare cose che agli altri posson esser sembrate sorprendenti. Libero da imposizioni, di stare in collettività come il “legno ‘torto” della situazione. Stanco però di cercare di dire quello che non puoi spiegare, se non si cambiano le visioni e le prospettive del nostro agire ristretto. Sennò tutto dopo un po' appare scontato e ristretto. Ma così è, se vi pare. Ma continuo a rivendicare il mio stare in disparte per poter vivere la normalità, la vita di tutti i giorni, di questi tempi mi sembra la miglior cosa che uno possa fare. Con l’unica consapevolezza di non voler tornare indietro e di non voler ritornare dove sono già stato. Take a stand. Frase dell'anno 2007: "Siete troppo scontati ...perchè non riuscite ad andare oltre!"
