La spiritualità è quel particolare termine che indica il nostro approccio con l'intuizione. Nella tradizione teistica, è presente l'idea di rispettare determinate prescrizioni. Una certa azione è riprovevole secondo o principi divini, un'altra azione invece li soddisfa questi principi... e così via. Nella tradizione non teistica, invece, è chiaro che la storia degli eventi non è così importante, ciò che è davvero importante è "qui" ed è il "presente" (hic et nunc). Il presente è davvero "presente", cercando di fare esperienza su ciò che è a nostra disposizione sul posto, in quel momento, e non ha senso pensare a ciò che è esistito in passato e che avremmo potuto avere ora. Il "presente" è ora mentre state leggendo, in questo preciso istante, niente di mistico. Solo il "presente", molto semplice e diretto. Da questo attaccamento al presente tuttavia nasce una consapevolezza della propria intelligenza in quanto interagisci con la realtà, istante dopo istante, nel luogo in cui ti trovi. Costantemente. Proviamo una meravigliosa sensazione di "perfezione", sempre. Tuttavia ci sentiamo minacciati dal Presente, quindi ci spostiamo nel passato e nel futuro, prestando attenzione alle cose materiali che fanno parte della nostra vita, la vita così ricca che conduciamo. Facciamo continuamente molte scelte, ma nessuna di queste viene considerata giusta o sbagliata di per sè e tutte le volte che facciamo esperienza di qualcosa, avviene senza condizionamenti. Niente ci arriva con un'etichetta con sopra scritto " questo è considerato sbagliato" o "questo è giusto". Abbiamo l'esperienza di qualcosa, ma in verità non prestiamo la dovuta attenzione a ciò che ci succede, non consideriamo veramente che stiamo andando verso una direzione, ci sembra una scocciatura, attendiamo in qualche maniera di essere morti... Questo è il problema. Non facciamo davvero affidamento al Presente. In ciò che sperimentiamo nella realtà presente, possiamo trovare cose formidabili. Così formidabili che non riusciamo ad affrontarle. Perciò, siamo costretti a prendere in prestito dal passato e ad invitare il futuro, di continuo. E forse è per questo che cerchiamo nella religione. Forse è per questo che protestiamo nelle strade o nelle piazze. Forse è per questo che ci lamentiamo della nostra società. Forse è per questo che votiamo per i Presidenti. Tutto questo appare ironico... a dire il vero, molto bizzarro. Più inizi a porti delle domande su tutto ciò che crediamo di comprendere, su da dove veniamo, su ciò che pensiamo delle nostre azioni e più inizi a vedere che siamo stati ingannati...