
Mi sto rendendo conto con il passare del tempo, vivendo nuove esperienze, che quello in cui credevo o pensavo più giusto pensare è cambiato. Per questo mi piace ribadire che il pensiero comune ed i suoi luoghi angusti e mal frequentati mi interessano sempre meno. Fino a qualche tempo fa, pensavo che fosse straordinario condividere con i miei simili, valori, pensieri e consapevolezze comuni fino ad essere contraddetto dalla cruda realtà, dove in fondo le empatie sono solo orgasmi filosofici che si scontrano maledettamente con gli egoismi ed i tornaconti personali, trovando più importante ed interessante mostrare con i fatti ciò in cui credi, senza proclami, legami e giuramenti di fedeltà ad una qualsivoglia idea di appartenenza o ad un gruppo sociale. Sono sempre più convinto che l'idea di cittadinanza attiva che molti credono di portare avanti in qualsiasi gruppo, organizzazione, partito o blocco sociale si scontri in maniera subdola con le forti contraddizioni in cui la società italo-occidentale si è strutturata. Vedo sempre meno demarcazioni definite tra la destra e la sinistra, così come ci è stata inculcata così come vedo contraddizioni, a volte scandalose tra i proclami ed i buoni propositi, dei vari opinion leaders che l'opinione pubblica mediatica diffonde ogni giorno. Trovo sempre più lontano dalla realtà ciò che viene proposto dall'agenda politica del nostro paese e che il nostro sistema informativo prontamente ci sciroppa in dosi massiccie, tra dibattiti televisivi, rilessioni collettive e desolanti prese di posizioni contrapposte, mentre i problemi rimangono sempre sul campo, stridenti e drammatici. La paura che ci stiamo mangiando il nostro futuro difendendo un sistema politico e di rappresentanza sociale che mente ai tutti i suoi interlocutori, alterando la realtà ed acuendo le divisioni generazionali e preoccupa questa inermità delle giovani generazioni che se ne fottono allegramente di tutto e di tutti. Le leggi e le regole di convivenza sociale sono fastidiosi ostacoli alle che possono essere tranquillamente disattesi o elusi. Con eleganza barbara ed incivile continuiamo a pensate che non ci riguardino in prima persona, perchè forse non vengono percepiti come tali. Trovo nella società italiana sempre più inciviltà e intolleranza verso tutto ciò che riguarda il bene pubblico, in misura egualmente proporzionale a ciò che viene trasmesso dalla nostra classe dirigente tutta, senza distinzione alcuna, da destra a sinistra. L'emblema è il dibattito creato dal V-Day di Beppe Grillo ed il tormentone dell'antipolitica, che in effetti è un sentimento ben più radicato nella società di quanto si voglia veicolare. Quindi i tentativi del PD e dell'unione delle varie forze politiche di sinistra sono utili iniziative finalizzate a semplificare un quadro politico confuso e frazionato, dimenticando però che sono abili manovre della nostra classe politica che comprende il momento di forti cambiamenti sociali ed economici in atto nel paese. Naturalmente le risposte alle sollecitazioni dall'alto sono contraddittorie e non così lineari, anche perchè mi sembra che tutto questo clima di mobilitazione sociale sia più virtuale che reale. Esiste un paese impoverito e senza fiducia nel futuro, una frattura generazionale e sociale che non si può non vedere, una classe dirigente vecchia che sa dare solo di "bambocci" ai trentenni sicuramente a ragione, ma c'è qualcosa che non va... che è più sotterraneo e vischioso, viscido come chi predica bene e razzola male... come i benpensanti ed i moralisti che sparano sentenze dalla finesta di casa, che fanno proprie le opinioni delle faccie di plastica dei tubi catodici... come chi si atteggia a nuovo agitatore di estrema sinistra contro il sistema delle multinazionali, che vive delle rendite di papà... quando invece il sentore personale ed autoreferenziale è di ben altro tenore, trovando preoccupante invece che la storia sia ciclica... come l'avvento delle guerre e delle dittature... come gli equilibri geopolitici che alla fine sono meno complicati da compredere di quanto si voglia far capire... mi sembra di percepire che in Italia ci sia nuovamente voglia di un uomo forte, che probabilmente non sarà il nano con la faccia di plastica ma qualcuno di molto peggio... Quindi nonostante il quadro politico non sia confortante, sarebbe utile essere attenti ad essere padroni di se stessi e capire che la finzione non è la realtà, che la commedia del governo che non sta in piedi che tutto va a rotoli potrebbe essere credibile, se non nascondesse qualche pillola amara da ingoiare senza accorgeresene...