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sabato, 28 aprile 2007

25 Aprile 2007

Un pò in ritardo volevo lasciare un ricordo dell'insolito 25 Aprile che ho vissuto quest'anno. Pranzo alla splendida Badia di Moscheta, poi spostamento tra le colline dell'appennino tosco-romagnolo per arrivare al Passo della Futa per un passaggio al cimitero militare germanico, simbolo della Linea Gotica che fu costruita durante la seconda guerra mondiale proprio dai tedeschi mentre le truppe americane stavano risalendo la penisola. Nessuna testimonianza è più forte di questo monumento e di questo luogo possente ed immobile, dove sono sepolti centinaia di migliaia di soldati tedeschi che persero la vita come le migliaia di lupi della resistenza partigiana. Nello stesso momento questo diventa un luogo che fa viaggiare la mente. Nessun revisionismo quindi, non vorrei certo prestare il fianco ad alcuna polemica in merito alla dignità delle vittime di qualsiasi parte. Chi ha combattuto per la liberazione del nostro paese purtroppo aveva un obiettivo diverso, fors'anche da quello dei padri costituenti, anche allora si combatteva per un mondo diverso, un nuovo mondo che poi non è stato, questo sì. Questo monumento ha una valenza ed una forza ancora impareggiabili, dimostrando una volta ancora che le atrocità della guerra quanto l'oblio insensato di quei tempi ci possono servire ad essere più laici nei giudizi e a volte più razionali nell'esprimere contestazioni e critiche, il 25 Aprile deve essere considerata una festa nazionale non solo di una parte. Per questo mi trovo interdetto nel leggere sui giornali dei fischi a Sergio Cofferati nella commemorazione di Genova, ma questo è anche il prezzo da pagare quando in un paese come il nostro si cerca di costruire un nuovo blocco sociale, certamente c'è sempre qualcuno che nel momento in cui viene espressa una opinione, che si posizionerà a destra o a sinistra di quello che viene espresso o proposto pubblicamente. La cosa che trovo curiosa è l'estrema labilità delle scale di valori presenti nella società d'oggi e su come vengono strumentalizzate, soprattutto a sinistra, nei giorni in cui è stata lanciata la costituente del Pd, arrivano gli attachi da sinistra, dal mondo dell'antagonismo? (ma che cos'è poi mai...) da chi si schiera per definizione a sinistra (ma cos'è poi mai 'sta sinistra...) di una qualsiasi opinione leggermente differente da quelle iconografiche dell'immaginario della sinistra italiana. Spero che il dibattito sulle nuove collocazioni delle sinistre italiane vada oltre i luoghi comuni di chi dice di essere più di sinistra di qualcun'altro, magari solo perchè frequenta un centro sociale o una casa del popolo, mi piacerebbe sapere da quelli che "coltivano conflitto" cos'è la sinistra per loro nel 2007? A cosa serve il conflitto? Non si è mai chiesto forse che ogni lotta ha il suo luogo e il suo tempo? Quindi ogni lotta seppur giusta e sacrosanta ha bisogno di essere inserita nel contesto in cui viene combattuta? Forse ci sono tante persone che hanno bisogno di studiare il passato e la storia, affinchè la storia sia patrimonio di tutti e non di una parte invece che di un'altra.
postato da: EXPLOSION99 alle ore 12:52 | link | commenti (10)
categorie: politica, storia, culture, now
domenica, 22 aprile 2007

Casino Royale @ Viper Theatre, Firenze 20/04/2007

Forse è il sentimento di nostalgia che ti senti addosso, forse sto cominciando ad invecchiaiare e diventare più buono ed un pochino romantico? Direi ancora di no. Comunque venerdì sera invitato (forse per rimembrare i vecchi tempi o per sentirsi ancora giovani...) da un amico a vedere i Casino Royale al Viper Theatre a Firenze, un posto Easy Tranquillo come direbbe Alioscia, mi sono divertito a sentire e a vedere un concerto in sintonia una volta tanto con l'atmosfera, pubblico bello e con qualche capello bianco com'era facilmente prevedibile, ventenni sotto il palco a dimenarsi e a puntare le ambite prede sul palco, mentre suona e rolla il funk tirato e nervoso del settebello sul palco. Anche i pezzi di Sempre Più Vicini e CRX acquistano nuova verve e lustro, l'anima c'è e si sente... Impareggiabile per simpatia Alioscia quando chiede al pubblico in quanti leggono l'oroscopo di Rob Brezny su Internazionale per sapere quanti tossici ci sono in sala... I maestri son tornati con buona pace di tutti gli adepti-emulatori che sono apparsi in questi anni sulla nuova Mtv-scene italiana; è sempre valida la massima per cui i Casino Royale non abbiano mai avuto niente da invidiare ai master della musica britannica, tutt'altro! Semmai anche Bristol deve qualcosa a questa banda meticcia e sempre in movimento... Reale per me è stato un piccolo colpo al cuore. Mi ha riportato con i piedi per terra ribattendo su alcune sonorità per tanti motivi affini al suono della mia anima, anzi mi fa pure asserire che per me vuol dire qualcosa amare un certo tipo di suono ogni qual volta prenda il cospetto del mio campo uditivo. Evidentemente tutti i Mhz sullo spettro delle frequenze non hanno lo stesso valore per me, non è quindi un caso se siamo quel che siamo, facendomi una ragione anche delle mie disavventure ultime...

Una storia non è finita finchè non si è vissuta... and I'm feeling stronger.
postato da: EXPLOSION99 alle ore 22:08 | link | commenti (1)
categorie: art , muzik
sabato, 14 aprile 2007

Sleeps With Angels

KURT VONNEGUT JR. - b. 11/11/1922 d. 11/04/2007







 



postato da: EXPLOSION99 alle ore 13:25 | link | commenti (2)
categorie: letteratura, culture, now
sabato, 07 aprile 2007

Start A Chain Reaction

Trovo strano nel riuscire a dire che nonostante il mondo e la società in cui viviamo non trasmetta quel senso di sicurezza e speranza per il futuro alla mia generazione, quella dei post-ideologici, quella tra i trenta e i quaranta, quella in cui quando raggiungi l'età in cui è morto Gesù Cristo si dice potresti essere un uomo maturo... e trovo sempre più curioso che anche i luoghi comuni abbiano per me anche dei significati esoterici. Nessuna paranoia o teoria della cospirazione quindi, anzi mi sento di poter dire di essere pure ottimista per il futuro, constatando che quel qualcosa di nuovo che sta per nascere a Firenze in cui vivo e lavoro, per me non sia poi tanto nuovo e stranamente acquisisco sicurezza e buon umore, nel trovare conferme di quanto il mercato delle idee non sia così fervente, anzi stia diventando solo un continuo decodificare ciò che c'è nell'aria, anche se forse è il dovere di un buon amministratore cercare di fare sintesi, quindi nessuna polemica ma anzi una felicitazione per una mutazione avvenuta e foriera di cose buone per la città. Sulla possibilità di convenire che il sistema istituzionale e democratico del nostro paese si sorregga invece su basi autoritaristiche e autoreferenziali invece non c'è nessun dubbio. Non mi ha appassionato e non mi appassiona la rottura al congresso Ds e neanche tanto quello del nascente Pd e sulla riforma della legge elettorale all'ordine del giorno nell'agenda mediatica quotidiana, tantomeno le metodiche spartitorie sulla scrittura dei nuovi manoscritti di marketing socio-politico. Quanto alle dichiarazoni di Sergio Cofferati sul Corriere della Sera di ieri in merito alle polemiche all'interno dei Ds di Bologna: "...le riunioni delle sette non mi preoccupano, io sono sereno per definizione [...] ma non vorrei che questi vizi traghettassero al di là, fino alla nuova formazione [...] Le famiglie, i salotti, le riunioni segrete. Ovvero le regole del Partito autoreferenziale che si sostituisce all'istituzione e decide tutto "; direi solo al caro Sergio che se ha preferito diventare il padre buono della sinistra ora non può lamentarsi di un sistema che non dovrebbe essergli sconosciuto, le guerre tra bande per la conquista di un potere, molte volte effimero, esiste ed è in atto ogni giorno. Al sottoscritto hanno sempre interessato i fatti, o almeno capire come fino ad oggi la società si è sviluppata attraverso fatti legislativi, giuridici ed economici. Cofferati dice di preferire il merito alla fedeltà giustamente, senza indicare  però le controindicazioni del caso, ognuno nel suo piccolo dovrebbe battersi consapevolmente affinchè in ogni luogo di lavoro tutto ciò avvenga con chiarezza e trasparenza, sapendo che nella maggior parte dei casi non sia effetivamente così, eppure i cambiamenti, le vere mutazioni genetiche di un contratto sociale, spesso nel passato sono state realizzate da chi ha "dissentito" da un certo pensiero comune. Chi ne sa più di me può sicuramente contraddirmi, ma spesso come nelle leggi della fisica i cambiamenti hanno bisogno di una massa critica. Dissentire è la via più lunga e faticosa, meno remunerativa e forse per questo che il bisogno di un riconoscimento materiale ha molto più appeal di un riconoscimeto morale, ma direi pure che fino ad oggi la classe dirigente si è clonata ed autoriprodotta a sua immagine e somiglianza, talvolta creando dei "mostri", vedi i processi di selezione della classe dirigente della sinistra attuale che preferisce sempre la fedeltà allo spirito d'iniziativa. Naturalmente il tutto stona ancora di più quando nel dibattito sul nuovo Pd e del suo rischio di autoreferenzialità, come d'altronde ne vedo altrettanta in quella degli scissionisti di Mussi o di Rifondazione Comunista che sulla capacità di mettere in atto le lezioni di Marx rispetto alle modalità di fare "sintesi" per rappresentare al meglio le lavoratrici e i lavoratori ci sia un notevole difetto di comunicazione, trasparenza e molta confusione sui fini ultimi di queste operazioni, che sanno molto di riciclaggio e voglia di esserci a tutti i costi. Sicuramente in una moderna società basata sul movimento di capitali in un sistema di libero mercato, le attività di lobbying esercitate dalle forze politiche incidono in maniera decisiva sulle dinamiche di distribuzione di ricchezza e di reddito, quanto le battaglie per riscrivere le regole, per nuovi diritti e per un sistema di protezione sociale più consono ad una società che sta invecchiando e con un modello pensionisitco, di welfare e di diritti che renda alle nuove generazioni quello che gli stanno togliendo i padri, a parte la macchina nuova e luccicante, quindi una speranza di futuro reale. Non piace scrivere della storia della sinistra italiana come di una pantomima, perchè non lo è, poi nel dibattito odierno non basterebbe forse riconoscere ciò che serve del passato e ciò che non serve...? In fondo su cosa sono basate le appartenenze? Se non altro che sulla libera aderenza di più individui ad una certa idea comune di società; nel caso della sinistra italiana possiamo dire che coltivare valori di laicità, giustizia, equità, coesione e solidarietà non basta più, soprattutto se il dibattito per rendere più moderno il paese è ancoràto sul passato. Sicuramente questo paese non può vivere in perenne "stato di necessità" e su questo appellarsi per governare un paese, chi si rivolge al passato non vuole cambiamenti e deve far riflettere che alla fine solo in Italia alcune liberalizzazioni le debba fare la sinistra al governo e da qui ripartire.
postato da: EXPLOSION99 alle ore 16:27 | link | commenti (1)
categorie: politica, muzik, inside, now