Acque sulfuree. Quattro del mattino, immergersi in acque bollenti e calde sotto una coperta si stelle, Gambe-Braccia-Testa e Corpo. Temperature diverse e lo stesso brivido a tenere insieme le sensazioni. La semplicità come sempre è quella che risolve la complessità delle cose. Dopo un periodo di concentriche elucubrazioni intorno a me stesso, a quello che si è stati in passato e a quello che saremo, tutto il resto non è importante, i personaggi, le storie personali, le verità e le bugie sarebbero inadatte per essere raccontate, per quello che sono. D’altronde basterebbe seguire il dibattito politico post-elettorale di questi giorni con un minimo distacco per stabilire che non fa per noi, affannarsi a cercare di sapere quello che non possiamo sapere… Si tratta di aspettare… Dopo l’ultima fuga fuori orbita è stato bello, partire in macchina per una cena da un amico. A volte i passaggi della vita si segnano anche in questo modo, nel ritrovarsi e trovarsi cambiati dagli eventi, ma in fondo neanche così tanto, ognuno insegue la propria via o almeno dovrebbe cercare di farlo, senza paura. Crescere non è facile quando si è consapevoli che la società in cui vivi, le sue regole scritte e non scritte, le consuetudini, non rappresentano la realtà dei bisogni collettivi e non ripagano minimamente le ingiustizie prodotte negli anni. Essere generazione di mezzo poteva essere una condanna per tutti noi che lo sentiamo, oggi per me è generazione inquieta che tenta di non esserlo più. Le acque sulfuree mi hanno schiarito la mente, il viaggio fisico come sempre è stato anche mentale. Domani è oggi, un altro giorno. Uno splendido risveglio mattutino. Sei del mattino, il cielo stellato si è fatto alba, tra lo sbuffare dei vapori e il cinguettio degli uccelli... Ognuno a modo suo nel rispetto che pretende rispetto.