In questi giorni il dibattito sui diritti delle coppie di fatto sta avendo un grande risalto sui grandi media nazionali. A Firenze, in questi giorni poi si è svolta con una discreta partecipazione la Conferenza della Famiglia, organizzata e promossa dal Governo. Non nascondo la mia perplessità ed estranietà rispetto al linguaggio, ai temi usati in merito, nel dibattito mediatico che veniva veicolato attraverso le pagine e gli schermi televisivi.
Mi sono trovato molto d'accordo con l'atteggiamento tenuto da Romano Prodi e Rosy Bindi, non che sia diventato cattolico o cristiano, ma ho sentito molta più laicità da due non-laici come il Presidente del Consiglio ed il suo ministro, che non per esempio in chi ha organizzato la varie manifestazioni sui diritti delle coppie di fatto e delle coppie gay, da Mosca fino a Firenze.
Il fastidio aumenta, quando dopo aver sentito le ultime dichiarazioni pubbliche di Bagnasco e le immediate reazioni dei sostenitori (tra cui anch'io) dei diritti delle coppie di fatto, trovando sconcertante sia l'atteggiamento del porporato della Cei sia quello degli pseudo-militanti della sinistra italiana. Evidentemente dobbiamo ammettere che il Vaticano ha più dimestichezza nel veicolare e manipolare, secondo i propri obiettivi, i grandi mezzi di comunicazione di massa; ho trovato invece insufficiente e poco incisiva la risposta di chi sta a sinistra, soprattutto di quelli che sono in prima linea davanti alle telecamere e ai taccuini dei giornalisti, tutte le volte che il Vaticano lancia anatemi c'è sempre qualcuno pronto a spararla sempre più grossa!!
Purtroppo, credo che con queste strategie comunicative da dilettanti non si riuscirà a trasmettere un granchè all'italiano medio, che già ha degli anticorpi molto forti rispetto a qualsiasi evoluzione culturale in questo paese, figuriamoci se qualcuno risponde con toni da stadio alle provocazioni della Cei.
Forse è meglio chiarire, ma se qualcuno pensa di poter imporre un punto di vista moderatamente laico, come quello scritto nel d.d.l. sui Dico, con gli strali e con le manifestazioni di piazza con tutti i gay d'Italia a mostrare costumi da Priscilla e con slogan anche molto simpatici, ma molto fuori luogo, vuol dire che non sappiamo dove viviamo, la storia d'Italia è molto più giovane dei quella del Vaticano... viviamo sicuramente nel tempo in cui il potere secolare della chiesa sta scricchiolando e non poco... ma perchè sicuramente anche la religione cattolica non rappresenta più, se non in minima parte, le ansie e le inquietudini delle persone. E' la naturale evoluzione delle società che sta mettendo fuori gioco il potere del Vaticano e non certo le battaglie dei movimenti, che hanno tutti i diritti di esistere ma che hanno bisogno di un processo di maturazione civile e politico. A volte si trascura il fattore tempo, oppure lo si usa in maniera sbagliata tipo: Vogliamo tutto e subito!!
Qualcuno mi ha fatto notare che dobbiamo avere più rispetto delle opinioni, delle convinzioni e dei valori altrui, chiaramente! Dovrebbe essere la base iniziale per un confronto... ma per farsi rispettare a volte dobbiamo anche pretendere il rispetto... Trovo però poco rispettoso l'atteggiamento di questi nuovi leader della sinistra radicale, che si rifanno alle romantiche iconografie del Che e del Comandante Marcos, che condannano giustamente il liberismo economico senza regole, la globalizzazione del movimento e del controllo dei capitali, che chiedono nuovi diritti ed mondo più giusto e senza guerre e conflitti istigati dall'avidità umana; tutte cose condivisibili ma quando si arriva al momento di stringere, di abbassare i toni ed di trovare dei nuovi equilibri arrivano le note dolenti.
In Sociologia, materia inutile dirà qualcuno, nello studio delle dinamiche dei rapporti tra associazioni, di solito portatrici di interessi contrapposti, si intavola spesso una negoziazione o una trattativa. Bene, qualcuno di voi sarebbe in gradi di farmi capire come si conclude positivamente una negoziazione? Siete d'accordo se dico che una trattativa conclusa positivamente tra due parti, non si concluderà mai con l'atteggiamento iniaziale che le due o più parti avevano tenuto. Non vorrei che atteggiamenti di coerenza e di onestà da parte della stragrande maggioranza dei militanti che si battono per i diritti delle coppie di fatto, vengano utilizzati e strumentalizzati da chi in realtà sta dall'altra parte.
Il ventre molle della società italiana, quello che non vuole i veri cambiamenti nella nostra società è molto ben mimetizzato e presente in ogni anfratto delle stanze del potere ed utilizza ogni strumento in suo possesso senza tanti scrupoli. L'importante è la consapevolezza che una volta tanto non stiamo parlando né di destra né di sinistra, ma solamente della borghesia italiana.